CHI SPOSTA IL LIMITE

30 ago 2015
21:00
Cinema Kursaal, Auronzo di Cadore

CHI SPOSTA IL LIMITE

Incontro-confronto sulla montagna e sul concetto di limite, con Nives Meroi e Manolo.


Due grandi della montagna si incontrano e riflettono assieme sull’arrampicare e sul senso del limite per chi in croda vive e si misura. Maurizio Zanolla – Manolo, o Il Mago – con le sue magie schive in parete, e Nives Meroi, con i racconti di cime mitiche, dall’altra parte del mondo, concluderanno il Dolomites UNESCO LabFest in una serata tutta dedicata al confine come spazio privato di sfida con sé stessi.

Nel corso della serata, sarà proiettato il film di cui Manolo è protagonista e co-autore Verticalmente demodè.


Modera Fausta Slanzi


Nives Meroi e Romano Benet, compagni di vita e di cordata, arrampicano insieme da oltre 30 anni. Una vasta attività, che va dalle più difficili vie delle Alpi alla falesia, lo sci alpinismo, le cascate, fino alle invernali, come la prima salita del Pilastro Piussi al Piccolo Mangart di Coritenza e la Cengia degli Dei sullo Jof Fuart. Col tempo il loro amore per la montagna li ha spinti ad esplorare orizzonti sempre più lontani. Sono dodici i Giganti della Terra che Nives e Roman hanno salito finora: Nanga Parbat (8125 m), Shisha Pangma (8046 m), Cho-Oyu (8202 m), Gasherbrum II (8035 m), Gasherbrum I (8068 m), Broad Peak (8047 m), Lhotse (8516 m), Dhaulagiri (8164 m), K2 (8611 m), Everest (8850 m), Manaslu (8163 m), Kangchendzonga (8546 m).

Maurizio Zanolla “Manolo” è Guida Alpina dal 1981. Ancora in attività ha aperto vie un po’ ovunque, ha scalato dalle Dolomiti alle Alpi, dalle falesie del Mediterraneo alle montagne del Circolo polare artico, dalle Montagne dell’America a quelle dell’Himalaya. Ha iniziato a scalare nella prima metà degli anni ‘70 quando ancora non esisteva l’arrampicata libera e sportiva e, ancora con gli scarponi, ha infranto al primo anno di scalate il 7° e l’8° grado di difficoltà e prima della fine degli anni ‘70 ha raggiunto sempre in montagna il 9° facendo così esplodere – definitivamente – la barriera del 6° grado. Ha portato per primo in montagna l’alta difficoltà tecnica ripetendo in completa arrampicata libera molti dei più difficili itinerari dolomitici e aprendo quelle che sono ancora oggi alcune fra le vie più impegnative. E’ stato anche il primo scalatore a superare completamente slegato in montagna il 9°. E’ forse l’uomo che più di tutti ha contribuito allo sviluppo dell’ arrampicata libera e sportiva in Italia e, insieme a pochi altri, in Europa e nel mondo. Non ha mai partecipato alle competizioni preferendo a queste le falesie e le montagne spesso sconosciute e nascoste.

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